Andrea Bonomi

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Andrea Bonomi

giovedì 16 febbraio 2012

Investindustrial e i concordati forse pilotati: Andrea Bonomi, Dante Razzano, Arabella Caporello, Gregorio Alessio

Ben trovati gentili Lettori,

dopo una lunga pausa estiva ed un lungo intervallo di pubblicazione torniamo a aggiornarci su questa brutta vicenda di finanza nostrana che riguarda Investindustrial di Andrea Bonomi, Dante Razzano, Arabella Caporello, Roberto Maestroni e Zero9 con la importantissima presenza di Gregorio Alessio.

Vi ricordiamo gentili lettori che per comprendere al meglio questa vicenda di finanza all’italiana è consigliabile leggere questo blog dal post più vecchio a questo. Se invece siete già informati …….beh, allora buona lettura.

Oggi vi racconto la storia di un piccolo imprenditore. Uno studente di ingegneria che a fine università ha un sogno che è quello di aprire una software house con i suoi amici di università. Una di quelle società che sviluppano software, che creano programmi per clienti che spesso sono aziende, per intenderci. Per iniziare sceglie tra i suoi amici di università quelli che lui stima di più, i più in gamba perché lui sogna in grande. Ha voglia, è determinato e vuole creare la migliore software house di Milano. Per essere la miglior software house di Milano però non basta la voglia ed il talento ma ci vuole visione. Sviluppare software è come surfare. Bisogna allenarsi, nuotare e guardare l’orizzonte non solo per vedere le onde che arrivano ma per capire quale vale la pena cavalcare. Infatti se si è i primi a specializzarsi in un dato ambito del software per un po’, prima che gli altri se ne accorgano e ci sia troppa folla, si ha un vantaggio competitivo. E poi bisogna capire quando sta per finire l’onda, scrutare l’orizzonte e scegliere una nuova onda. E ripartire.

Ed il nostro piccolo imprenditore questo esercizio lo ha fatto bene per dieci anni. Gli amici che lavoravano con lui dall’inizio sono diventati 10, 30, 50. Le persone di talento in ufficio molte. Ed i clienti tanti ed interessanti. Tra questi clienti vi è una società che ha avuto più o meno lo stesso percorso e che ha cavalcato l’onda dei servizi per telefonini e che si chiama Zero9. Ci lavorano assieme da quasi 10 anni e Zero9 ha sempre pagato.

Improvvisamente tre anni fa le notti del nostro piccolo imprenditore si fanno più complicate. Si perché improvvisamente senza nessun segnale, senza nessun sintomo, con Investindustrial al controllo del consiglio di amministrazione, ma così su due piedi Zero9 entra in liquidazione.

Zero9 in pratica si appresta a chiudere. Ed al nostro imprenditore deve soldi, pochi in assoluto ma tantissimi in rapporto al bilancio della piccola società di software.

Ma come è possibile? Fattura tanto tutti i mesi, quasi 40 milioni di euro, è su mercati che crescono come il Brasile. Ma soprattutto il fatturato di Zero9 si basa su abbonati e quindi ha un flusso di ricavi stabile. È come Sky. Se Sky blocca tutto, continua ad incassare sino a quando l’ultimo abbonato non disdice l’abbonamento. Ma niente loro chiudono. Vanno male. Cosi improvvisamente. E poi perché dopo dieci anni di lavoro non mi hanno nemmeno avvisato che erano in difficoltà? E perché non mi hanno chiesto di allungare i pagamenti? Tra incassare nulla e posticipare l’incasso il nostro amico avrebbe scelto sicuramente la seconda.

Invece nulla di tutto questo, il nostro piccolo imprenditore viene avvisato dal liquidatore Gregorio Alessio che non sarà pagato perché non ci sono soldi e che forse addirittura Zero9 fallirà! Ed ad un tentativo di posticipare il debito il nostro liquidatore Gregorio Alessio declina educatamente. Nessuna rinegoziazione del debito. Neanche a parlarne. Anzi va cosi male, la situazione è cosi compromessa, gli dice il liquidatore Gregorio Alessio, che si appresta a chiedere al tribunale il concordato preventivo, uno stato di emergenza, sulla base di un progetto fatto con il Fondo Orlando Italy, improvviso fautore di un piano che prevede il ripianamento del 30% del debito. Sul rapporto tra lo Studio Commercialista Villa di Via Quadrio, dove lavorava il liquidatore Gregorio Alessio, ed il Fondo Orlando Italy, avremo modo di tornare in futuro ma torniamo al nostro imprenditore che si angoscia la notte perché il suo lavoro la sua società è a rischio per un qualcosa imprevedibile ed al di fuori del suo controllo.

E i soldi che mi devono? Ed il restante 70% dei MIEI soldi del MIO lavoro?! Ma poi come è possibile che si accetti e si proponga un progetto di rimborso del debito al 30% quando i soldi che ha Zero9 a disposizione sono molti di più?

Cosi devono aver pensato i circa 200 imprenditori coinvolti nella vicenda Zero9, da settembre 2009 a maggio 2011. Poi, anche grazie a questo Blog, sappiamo tutti come è andata a finire. In questi giorni infatti si sta concludendo il pagamento del 94% del debito a tutti i fornitori di Zero9. E questo nonostante Zero9 abbia speso per questa “procedura”, a detta del liquidatore Gregorio Alessio, inevitabile circa 2,5 milione di euro!!!

Insomma alla fine della recita si è arrivati alla soluzione più logica e coerente con quanto pensava il nostro piccolo imprenditore: una dilazione del debito imposta dagli eventi e dal tribunale di Monza.

Ma questa crisi ed il conseguente fallito progetto di concordato è stata davvero improvvisa ed inevitabile o prevedibile, orchestrato e causato?

Come sempre non diamo risposte ma facciamo domande e forniamo documenti cosi che i nostri attenti lettori possano darsele da soli le risposte.

Pubblichiamo di seguito una mail di Arabella Caporello, Vicepresident di Investindustrial e incaricata dell’investimento in Zero9 nonché membro del Consiglio di Amministrazione di Zero9 del quale assieme a Dante Razzano e Riccardo Ruggiero formava la maggioranza. Tale documento lo abbiamo trovato su Slideshare a questo indirizzo.

La mail è interessante per due motivi: il primo è che è datata 25 maggio 2009 ed il secondo è che nella stessa Arabella Caporello delinea la sintesi di un’analisi fatta dalla stessa in cui prevede con estrema precisione le possibili perdite del gruppo a fine 2009 nella peggiore delle ipotesi e nel caso di mancata ristrutturazione della società.

Ma questa Arabella Caporello è evidentemente la stessa consigliera che nel corso del consiglio di amministrazione di giugno 2009, poco meno di 1 mese dopo questa mail, si dichiara sorpresa assieme a Dante Razzano della prevista crisi. E non solo, ma è la stessa che, nel corso dello stesso consiglio di amministrazione, si dichiara sorpresa della richiesta da parte dell’Amministratore Delegato di Zero9 agli azionisti di intervento finanziario per la ristrutturazione della società, primo passo per affrontare, prevenire e risolvere un possibile stato di crisi. Crisi che lo stesso amministratore delegato dichiara nel corso dello stesso CDA di aver illustrato a Investindustrial da mesi senza riscontro.

Ma quindi se dico di non essere informato, pur con riscontri oggettivi che dimostrano il contrario, ed anzi chiedo di cambiare i principi contabili aggravando la crisi nel medesimo consiglio di amministrazione non è che per caso la crisi la sto proprio cercando? Ed infine se chiedo la nomina di un liquidatore, Gregorio Alessio, che lavora proprio nello studio commercialista partner del Fondo Orlando Italy e sei poi casualmente interviene in aiuto per rilevare la società al 30% del debito un mio consolidato partner come Fondo Orlando Italy non che forse sto proprio predisponendo una situazione favorevole allo stesso? E l’indotto delle 200 società che attendono il pagamento del loro lavoro? Evidentemente per i consiglieri di Investindustrial Arabella Caporello e Dante Razzano di Investindustrial di Andrea Bonomi gli stessi e l’indotto delle famiglie coinvolte non erano così rilevanti.

Esploriamo anche una seconda ipotesi: Arabella Caporello, pur essendo vice president di Investindustrial, dove dalle informazioni presenti anche nel loro sito non lavorano più di 20 persone, lavorava in completa autonomia tenendo tutti all’oscuro della vicenda. E se tale poco probabile ipotesi fosse anche vera perché poi alla manifestazione della crisi Arabella Caporello non è stata licenziata come avverrebbe in qualsiasi organizzazione per un fatto così grave?

Non diamo risposte come sempre ma lasciamo ai nostri lettori questo esercizio ma in chiusura ne poniamo altre, magari a chi tra i nostri lettori fa l’imprenditore:

Lavorereste mai con un fondo di investimento leggendo questa storia? E con Investindustrial di Andrea Bonomi?

Lavorereste mai come fornitori di una società controllata da un fondo di investimento? E come fornitori per una società controllata da Investinduna come Ducati, Applus, Cogetech, Eutelsat, Inaer, Logic Control, panda Sofwtare, Sirti, Snai, TSC, AebGroup, Conteur, StroiliOro, Morris, Portaventura, BPM?

A presto,

1 kmdawallstreet

giovedì 6 ottobre 2011

Banca Popolare di Milano scopre il lato oscuro di Bonomi

Grazie ai lettori Banca Popolare di Milano, in questi giorni molto interessati al nostro blog che registra picchi di traffico. Speriamo di esservi utili....

lunedì 18 ottobre 2010

Zero9 il gran finale: come Investindustrial (non) ha creato valore

Ed eccoci qui alla puntata finale. Ed un po' come la serie tv Lost mettiamo in fila tutte le puntate precedenti e le riassumiamo e proviamo a ricostruire quanto accaduto in questi mesi ripartendo dai post e dai documenti pubblicati in questo blog.

Ripartiamo dal primo trimestre 2009. Zero9 subisce come tutte le altre società del settore una contrazione del fatturato sul mercato italiano. Nei mercati Esteri in cui e' presente e cioè Brasile, Usa e Sudafrica la società va bene. Tuttavia Zero9 Italia e' anche la holding del gruppo. Questo vuole dire che la società italiana controlla direttamente tutte le società estere e se va in crisi lei va in crisi teoricamente tutto il gruppo. Ma nell'aprile 2009 Zero9 e' solo teoricamente e solo a fine anno una società in crisi. Perché le previsioni dicono che se scendono i ricavi ed i costi invece sono stabili la società chiuderà il 2009 in perdita.

Dopo vari tentennamenti viene convocato un consiglio di amministrazione su richiesta formale dell'amministratore delegato che viene concesso ormai a giugno 2009 quando le perdite probabili di fine anno non intervenendo stanno per diventare reali. E cosa succede nel consiglio di amministrazione? Non solo non si interviene immediatamente a ridurre i costi ma addirittura i consiglieri di Investindustrial Dante Razzano e Arabella Caporello fanno 3 cose molto precise nel corso del consiglio: 1 si dichiarano non informati dello stato di crisi 2 bocciano il bilancio in pareggio del 2008 3 chiedono di rivedere i principi contabili annullando risconti e capitalizzazioni il tutto pur avendo un direttore finanziario in Zero9 scelto da loro. Risultato: Zero9 holding va in perdita già da fine 2008 e siamo a luglio 2009. Le società estere continuano a macinare utili ma nel breve periodo non sufficienti a compensare gli effetti di questa decisione.

Ma i risultati sono anche altri: cade il consiglio di amministrazione, la società va in liquidazione e viene nominato da Investindustrial un liquidatore, Gregorio Alessio ed infine saltano i patti tra i soci con le garanzie reciproche. Sulla messa in liquidazione e sulla scelta del liquidatore, decisioni per le quali e' necessaria una maggioranza qualificata e quindi il consenso del socio di minoranza, vi e' una causa tuttora in corso presso il tribunale di Monza.

Ma che altro succede? Accade che inspiegabilmente una società di un fondo partner di Investindustrial, il fondo Orlando Italy, comincia a comperare crediti al 30/40% dell'importo avendo inspiegabilmente a disposizione l'elenco completo e dettagliato di tutti i debitori. Questa stessa società e' la prima a formalizzare un'offerta a supporto del concordato preventivo, concordato preventivo al 30%. In caso di successo dell'operazione i risultati verosimili sarebbero stati 3: 1 il pagamento di solo il 30% del dovuto del debito. Pur avendo i soldi in cassa, in brasile. Insomma un bel risparmio alla faccia dell'indotto dei fornitori che lavoravano per Zero9 circa 200 diversi e di diverse dimensioni. 2 una più facile ristrutturazione del personale: il sindacato difficilmente contesta un piano di cassa integrazione o esodo di una società così in crisi 3 il passaggio del 100% della società risanata ad un fondo partner. Non male! Proprio non male!

Ma cosa succede a questo punto? Tutti i consulenti del fondo si concentrano su portare a casa l'operazione ma perdono di vista le caratteristiche del business. Infatti Zero9 vende abbonamenti a servizi Interattivi e quindi non appena il liquidatore porta a termine la ristrutturazione del personale nel mese di novembre 2009 con una splendida cassa integrazione la società comincia a macinare utili. Ricavi costanti, no costi fissi, risultato: utili. Tanti utili. Più di 500.000 euro al mese a livello di gruppo.

Ma succedono altre cose impreviste ancora. In primo luogo la notizia comincia a diventare pubblica, molto visibile e trasparente. Ahia! Ma soprattutto arrivano offerte di interesse vere. Alte più alte delle previsioni iniziali. Troppo alte per un partner come il fondo Orlando che si occupa di aziende in crisi ma che non e' un esperto di servizi interattivi per cellulari. Tuttavia ed incredibilmente il liquidatore procede spedito verso il concordato prendendo il dato di bilancio di Zero9 più vecchio possibile, novembre 2009, della sola Italia per rappresentare una società che deve coerentemente affrontare una richiesta di concordato preventivo. E non convocando mai i fornitori per negoziare un piano di rientro sul debito.

Ma intanto continuano ad uscire notizie e il fondo Orlando si sfila pur dopo aver comperato quasi 1 milione di euro di debiti di Zero9. Ma immediatamente entra in gioco un altro fondo addirittura del cofondatore di Investindustrial, Alessandro Benetton, che ha incidentalmente una società che invece si ha esperienza nei servizi interattivi per cellulari. E l'offerta sale a 8 milioni. E quindi nasce una bozza di richiesta di concordato anomala anzi super anomala di un'azienda in crisi che paga i debiti con procedura pre fallimentare al 67%.

Ma anche qui succede altro ed imprevisto. Poco prima della presentazione della richiesta di concordato al tribunale di Monza, anzi il giorno prima, arriva un'altra offerta di quasi 13 milioni. Boom! Procedura in mano ai commissari del tribunale, soggetti super partes, società al maggior offerte, Neomobile e concordato che paga il debito quasi al 100%. Due numeri conclusivi: fatturato Zero9 2010 27milioni Di euro. Utili 5. Cassa 4. Costo per Neomobile netto 9 (13-4) di cassa. Un bell'affare per l'acquirente. A presto, 1kmdawallstreet

lunedì 2 agosto 2010

Il Mondo: Fenomenale! Investindustrial di Andrea Bonomi e Dante Razzano riesce a realizzare un concordato al 120% su Zero9!

Come Investindustrial di Andrea Bonomi con il supporto di Dante Razzano, Arabella Caporello, Mara Vanzetta e Gregorio Alessio riesce a realizzare, forse primo caso in Italia, un concordato preventivo al 120% del debito. Apprendiamo e riportiamo da Il Mondo del 30 Luglio 2010 che il concordato preventivo di Zero9 procede verso le fasi finali. La società sembra pagherà il 100% dei propri debiti e passerà di mano. Come sempre in questo blog non diamo risposte ma ci limitiamo a fare domande. Leggendo quindi freddamente questa notizia di cronaca tecnica alcuni aspetti possono sfuggire e per questo motivo anche questa volta riteniamo utile porre due domande ai nostri piu attenti lettori:
1 Ma se di lavoro faccio il private equity e valuto società, se porto in liquidazione prima, ed addirittura in concordato poi, una società come Zero9 che poi esce dalla procedura pagando il 100% del debito e lasciando 2 milioni circa di riparto tra i soci, non è che per caso ho sbagliato a fare i conti e che Zero9 tanto in crisi non era?
2 E se invece, proprio perchè so fare bene i conti e mi muovo agevolmente in mezzo a questo tipo di procedure, sempre nei limiti della legge, non è che forse Zero9 non era cosi in crisi ed invece i miei fini di fondo di un concordato preventivo erano diversi dalla semplice risoluzione di una crisi?

Buona lettura,
a presto

1kmdawallstreet

lunedì 7 giugno 2010

Bonomi, Razzano e Benetton: proseguono con il concordato di Zero9

Perché Andrea Bonomi, Dante Razzano procedono con la richiesta di concordato preventivo di Zero9, società ormai cash positive da Novembre 2009 (8 mesi ad oggi)? Che ruolo ha 21Centrale Partners di Alessandro Benetton in tutto questo?


Buongiorno attenti lettori,

la richiesta di concordato preventivo formulata dal liquidatore Gregorio Alessio con il supporto di Investindustrial al Tribunale di Monza procede a vele spiegate. Il documento corposo di richiesta e' presso il Tribunale di Monza e teoricamente basta farne richiesta per averne copia.


Prima di addentrarci nel nuovo capitolo di questa vicenda che dura ormai da quasi un anno ricordiamo ai più interessati lettori che per comprendere appieno questa (brutta) storia di private equity e' consigliabile rileggere tutti i post di questo blog dal più vecchio al più recente.


Procediamo con ordine: a cosa serve il concordato preventivo e perché esiste questo strumento nel nostro ordinamento giuridico?


Le fonti sono innumerevoli da Wikipedia a siti più specialistici ma tutti riportano come lo spirito originale del concordato preventivo sia quello di fornire una via di uscita all'imprenditore "onesto ma sfortunato". Un'ultima via di uscita per evitare il peggio e salvare il salvabile anche e soprattutto nell'interesse dei creditori e mettere una pietra sopra alla vicenda. Tanto vero questo che sino al 2005 l'applicazione di tale strumento giuridico era legata a regole rigidissime, ed in particolare al soddisfacimento/pagamento di almeno il 40% del debito accumulato. Con la riforma del 2005 e' stato modificato e reso piu flessibile proprio per renderne possibile una maggiore applicabilità. Purtroppo, e basta leggere i giornali, negli ultimi anni e' diventato uno strumento utilizzato molto sportivamente, un po troppo, soprattutto da imprenditori spregiudicati o da private equity molto sofisticati e spesso per fini diversi da quelli per i quali e' stato originariamente pensato.


Ritorniamo quindi al caso di Zero9 e analizziamo dei passi della richiesta di concordato elaborata da Gregorio Alessio e da Investindustrial.


Poniamo attenzione prima di tutto alle date. La richiesta di concordato e' di Aprile ma basata su dati di Zero9 di novembre 2009. Quindi una situazione antica di quasi 5 mesi rispetto al momento della richiesta. Sempre ricordando le date e leggendo le motivazioni della situazione di crisi di Zero9, riportati sempre nel documento di concordato, si fa riferimento ad una improvvisa contrazione del mercato italiano e ad elevati costi di struttura (personale). Beh, ma quando un business si contrae e ho costi di struttura elevati la prima cosa che devo fare e' ristrutturare i costi di personale. Ed infatti questo e' avvenuto a Novembre quando Zero9 ha ottenuto la cassa integrazione e quindi ha di fatto risolto il problema principale che non la rendeva capace di far fronte ad i propri impegni ed ad incrementare ogni giorno i propri debiti. Allora da inizio Dicembre Zero9 dovrebbe aver migliorato mese su mese la propria situazione. Ma attenzione! E qui entra in gioco il secondo elemento singolare: la richiesta di concordato di Gregorio Alessio e di Investindustrial di Andrea Bonomi fa riferimento alla situazione patrimoniale di Zero Spa, societa' capogruppo che controlla 3 societa' estere in Brasile, Stati Uniti e Sudafrica. Ma attenzione attenzione il bilancio utilizzato per la richiesta di concordato non e' quello consolidato che tiene conto di perdite ed utili delle societa' estere, ma solo quello dell'italiana. In pratica quanto fatto all'estero, eventuali utili compresi, non fa parte di questa documentazione.

E sempre leggendo le dichiarazioni di Zero9, riportata nel nostro precedente post, almeno in Brasile Zero9 non e' in crisi, anzi e' un'azienda di successo. Di estremo successo. Quello che viene definito un "case study". Quindi concludendo il ragionamento e facendo due semplici calcoli e' probabile che Zero9 sia in utile, anzi molto in utile, mese su mese, dal dicembre 2009 incluso, ma la richiesta di concordato e' stata effettuata basandosi sui numeri fotografia della situazione peggiore possibile almeno degli ultimi 24 mesi di Zero9 Spa Italia.


Secondo punto interessante: le offerte. La richiesta di concordato e' stata presentata sulla base dell'offerta di Jet Multimedia. Società disposta ad acquistare Zero9 Gruppo (incluso quindi e soprattutto Brasile, Sudafrica) mettendo del denaro a garanzia di un piano di concordato che prevede il pagamento del 67,1% del debito verso i fornitori, sempre rispetto alla situazione del 30 Novembre 2009. E sempre leggendo il piano di concordato due sono le informazioni interessanti rispetto a quanto già pubblicato a marzo su questo blog. La prima che tra i plus dell'offerta di Jet Multimedia vi e' proprio il fatto che e' controllata da 21CentralePartners fondo riconducibile ad Alessandro Benetton. Infatti il documento di concordato cita:..."Dalle informazioni disponibili nel sito

internet della società si apprende che la Jet Multimedia Group S.A. è

partecipata da 21 Centrale Partners, società riferibile a 21 Investimenti,

holding di partecipazione fondata da Alessandro Benetton".... In realtà leggendo questo blog e cercando su internet si può apprendere facilmente come questa notizia non dovrebbe apparire così sorprendente per Investindustrial infatti Alessandro Benetton e' co-fondatore di Investindustrial stessa! La seconda e' che vi e' un'offerta apparentemente più elevata (9 milioni di euro) e che può quindi permettere un pagamento superiore al 67,1% del debito riconducibile a NeoMobile che pero', viene sottolineato sempre nella richiesta di concordato, e' arrivata tardi e rispetto alla quale Gregorio Alessio si premura di precisare: ...." Il liquidatore sociale, in merito alla condizione imposta nell’offerta che la medesima venga presentata come migliorativa rispetto a tutte quelle pervenute, si rimette alla valutazione degli organi della procedura segnalando comunque che alla data odierna, salvo errori di determinazione nella stima della cassa della società brasiliana o eventuali rilievi/rettifiche e più precise indicazioni richiesti dalla società di revisione, l’offerta di acquisto di NeoMobile S.p.A. parrebbe essere superiore a quella presentata da Jet

Multimedia Group S.A. Si richiama comunque l’attenzione degli organi della procedura

sulle calusole di validità dei contratti proposti da Neomobile SPA che non si attagliano perfettamente alla fattispecie di cui si verte (i.e. acquisto di assets da una procedura concorsuale); al riguardo si notino le clausole 4.1.1.V e 7.2. del contratto di compravendita."......


Terzo punto interessante: tra i principali debitori di Zero9 ora figura Fondo Orlando Italy/Tielleone, che ha acquistato la bellezza di 821.765 Euro del debito di Zero9 tra i mesi ottobre e novembre. Al 30 Novembre quindi oltre unmilardoemmezzo del vecchio conio, e forse di piu, per acquistare debiti da una società in liquidazione!


Ora, come sempre, illustrando degli eventi perfettamente legali, porgiamo una domanda ad i nostri attenti lettori senza fornire risposta: nell'ambito degli innumerevoli fini per cui puo essere utilizzato un concordato, secondo voi quali sono gli obiettivi di quello di Zero9? quelli previsti dal legislatore?


Una nota di colore a margine, questa richiesta di concordato, come risulta dai documenti depositati, e' costata solo 892.000 Euro.....

A presto e buona lettura,

1kmdawallstreet

venerdì 28 maggio 2010

Zero9 in concordato in Italia ma stella in Brasile?


Buongiorno attenti lettori,
riceviamo e pubblichiamo.
Zero9 do Brasil L.t.d.a., societa' controllata al 100% da Zero9 S.p.A. in liquidazione prima, ed ora in concordato, partecipa il 19 maggio al premio come Migliore Societa' di Contenuti per Mobile in Brasile e dichiara una crescita del 400% di fatturato ed un investimento media di 8.000.000 di reis nel 2009.
Ma come mai allora Investindustrial e il liquidatore Gregorio Alessio si sono scapicollati a chiedere in tutta fretta un concordato di Zero9 S.p.A. solo sulla base dei risultati patrimoniali delle sole attività italiane e per di piu calcolate al 30 Novembre 2009? Come mai se Zero9 S.p.A. controlla 3 società in Sudafrica, in Brasile e negli Stati Uniti la richiesta di concordato non e' stata effettuata sulla base dei risultati del Gruppo Zero9?
Come sempre lasciamo ai piu attenti lettori ed agli interessati creditori di Zero9 la risposta.
A presto,
1kmdawallstreet

mercoledì 28 aprile 2010

21Investimenti-Investindustrial: da Wikipedia

Ritroviamo su Wikipedia alla voce 21Investimenti ed alleghiamo:
"21 Investimenti è uno dei principali operatori di private equity europei.

È stato fondato nel 1992 da Alessandro Benetton con lo scopo di creare un solido partner finanziario per progetti sviluppati da imprenditori industriali.

Tra gli azionisti vi sono Edizione Holding (finanziaria del gruppo Benetton che controlla il 59% del fondo), Intesa Sanpaolo, Assicurazioni Generali, Fininvest ed altri gruppi imprenditoriali italiani.

Nel 1994 21 Investimenti insieme alla holding del gruppo Bonomi Invest International Holding Ltd ha fondato 21 Invest International Holding Ltd, ora diventata InvestIndustrial. Quest'ultima è la holding di partecipazioni specializzata in operazioni di leveraged buyout nota in Italia soprattutto per aver acquistato la Ducati nel 2006.

Nel 1998 il fondo acquista, mediante un'OPA, Société Centrale pour l'Industrie, una società finanziaria quotata alla borsa di Parigi. Grazie all'esperienza centenaria della società francese viene creata 21 Centrale Partners SA, società di gestione dei fondi di diritto francese sponsorizzati dal gruppo 21 Investimenti.

Nel 2002 vengono lanciati due fondi: uno di diritto francese, 21 Développement 2, e uno di diritto italiano in partnership con Banca Popolare di Vicenza, Giada Equity Fund.

Nel 2004 Banca Popolare di Vicenza ha acquistato il 20% di 21 Investimenti Partners, la società che controlla e coordina le società di gestione dei fondi del gruppo. A sua volta, 21 Investimenti Partners ha acquistato una partecipazione in Nordest Merchant SpA, merchant bank del gruppo Banca Popolare di Vicenza.

Nel 2005 istituisce con UniCredit il fondo di private equity Idea Industria.

Nel 2006 lancia un altro fondo di diritto francese: 21 Centrale Partners III.

Struttura del gruppo [modifica]

21 Investimenti Partners controlla il:

  • 100% di 21 Centrale Partners SA, società francese che gestisce i fondi 21 Développement (81 milioni di patrimonio), 21 Développement 2 (100 mln) e 21 Centrale Partners III (330 mln).
  • 100% di 21 Partners SGR Spa, società di gestione del risparmio che gestisce i fondi Giada Equity Fund (75 mln) e Idea Industria (100 mln).
  • 20% di Nordest Merchant SpA, merchant bank del gruppo Banca Popolare di Vicenza."

lunedì 26 aprile 2010

Bonomi e Benetton: accoppiata italiana nei servizi a valore aggiunto

Buona settimana attenti lettori.
Oggi ci limitiamo a pubblicare un paio di link.
Non inventiamo nulla ma riportiamo un paio di notizie che sono presenti nella rete saranno poi come sempre i nostri lettori a trarre le loro conclusioni.
La prima la peschiamo dall'archivio storico del Corriere della Sera e si intitola: "Bonomi e Benetton Junior: accoppiata italiana per scalare la City" .
Un caro saluto agli attenti lettori ed a presto per le nuove ed interessantissime prossime puntate.
1kdawallstreet